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IL POTERE DI  UN GUARITORE PRANICO

A cura di Marco Milione

Si sono fatti molti esperimenti sull'efficacia dei pranoterapeuti e sulla loro capacità di guarigione, inizialmente eseguiti attraverso l'intervista diretta dei pazienti e in un secondo tempo mettendo appunto dei rilevatori di frequenza energetica che mette sotto esame il potere di cura di ogni singola mano nei suoi particolari. Così si è arrivati a comprendere che alcune persone sono più dotate di altre nella pratica della guarigione pranica, o devono possedere un particolare tipo di magnetismo che si rende necessario nell'utilizzo di questa tecnica. In seguito si e intuito anche che alcuni terapisti hanno un'energia più propensa per curare meglio solo alcuni tipi di patologie più in sintonia con la loro personalità! Tuttavia sorge spontaneo porsi un quesito a riguardo, ovvero: Da dove arriva questa capacità di guarigione?

Nella Medicina Tradizionale Cinese: M.T.C Insegnano che la radice del Qi (energia) individuale è situata fisicamente tre dita sotto l'ombellico e tre dita all'interno della pancia, all'altezza del secondo chakra quella zona che è chiamata nella cultura Giapponese: Tan Dien. In questo punto risiede tutta l'eredità energetica dell'individuo. Quella sorta di batteria energetica che viene conferita al momento del concepimento sessuale, dall'unione del padre e della madre e in virtù delle delle congiunzioni astrali presenti in quel momento. Tale energia è chiamata appunto Jing la radice del cielo anteriore. E non c'è verso di poterla ricaricare ma la si può soltanto conservare al meglio e ci accompagnerà per tutta la durata della nostra esistenza fino al suo esaurimento (la morte). Inizialmente si pensava che un pranoterapeuta fosse un individuo che avesse ricevuto un'eredità energetica molto vasta in sovraccarico e avendo energia più che a sufficienza per se stesso la potesse utilizzare per curare gli altri. Effettivamente esistono persone energeticamente iper-produttive, ma tuttavia in contro tendenza a ciò che si racconta nelle varie scuole triennali di pranoterapia questo non è un requisito fondamentale per pratica della stessa. Chiunque la può imparare basta aver voglia di portare benessere al proprio prossimo e un minimo di impegno nell'apprendimento di questa tecnica.

Cominciamo col dire che il reale potere di un pranoterapeuta deriva non dalla sua energia interiore ma dalla sua capacità di concentrazione, non a caso è il potere mentale che si impone sul dolore altrui servendosi delle mani come mezzo di contatto tra terapista e paziente. Il pensiero e l'energia originaria della creazione e attraverso il suo utilizzo consapevole si può arrivare a smuovere anche le montagne. supponiamo che ci si trovi davanti ad un paziente che ha problemi gastro-intestinali e con le nostre mani trattiamo il caso con delle tecniche prestabilite, se ci affidiamo soltanto alla tecnica otterremo dei minimi risultati, tuttavia se oltre alla tecnica portiamo attenzione al punto situato tra le nostre sopraciglia e mentalmente ci connettiamo con lo stato dimensionale  in cui il nostro paziente e uscito dalla malattia visualizzandolo che ci ringrazia per il benessere ottenuto dando energia a questo pensiero per tutta la durata della terapia, molto probabilmente e ciò che si verificherà. Non conta ciò che si fa ma l'intenzione che c'è a monte che determina il risultato finale. L'energia segue il pensiero e le tecniche che si imparano servono soltanto a veicolare la mente. Se sto trattando un fegato congestionato e imponendo le mani desidero che la mia energia vada ad agire affinché l'organo si decongestioni visualizzando il malessere che abbandona il corpo, essa lavorerà in quella direzione seguendo gli ordini della mente.

Tutte le tecniche apprese durante la formazione scolastica servono unicamente ad inserire l'imput mentale affinché si ottenga quel risultato specifico. Del resto, non di rado mi è capitato di incontrare pranoterapeuti naturali che dopo aver frequentato il corso triennale di pranoterapia avevano constatato che l'aumento delle loro conoscenze era rapportato alla diminuzione della loro capacità di guarigione. (ottenevano molti più risultati prima di andare a scuola) Perché avendo ricevuto dalla didattica scolastica troppe informazioni spesso superflue essendo stati influenzati negativamente con conoscenze legate alla paura. La loro mente per principio di auto-conservazione aveva automaticamente posto un blocco psichico alla trasmissione terapeutica con relative ripercussioni sui trattamenti. Naturalmente nella pratica della guarigione pranica esistono delle contro indicazioni come il rischio di venire influenzati dall'energia malata del ricevente; ma risolto quel problema con una schermatura adeguata oppure prendendo almeno il Primo Livello reiki i problemi si esauriscono li!. Naturalmente e giusto che l'insegnante informi su eventuali controindicazioni, ma e anche giusto che l'istruzione impartita sia un tipo di insegnamento che veicoli l'allievo ad utilizzare al meglio le le proprie capacità.

Sostanzialmente i principi dell'energia si basano su tre regole fondamentali: Legge della risonanza, Legge dell'uguaglianza tra gli opposti, Legge della creazione. La legge della risonanza la si può definire con il termine simile attrae simile, ovvero le persone attraggono a se stesse altre persone con la stessa linea di pensiero. La legge dell'uguaglianza tra gli opposti si può definire con la frase: come in alto così in basso; se vuoi sapere cosa esiste dall'altra parte dell'universo osserva il mondo più piccolo vicino a te. Invece la legge della creazione si può definire con: la mente crea attraverso il pensiero; ed e quella che si rifà al nostro caso. Tutte le persone utilizzano questa capacità inconsapevolmente, ed e la ragione per cui negli ultimi anni il mondo e stato caratterizzato da cataclismi e terremoti sempre più forti. Perché la trasmissione dei pensieri umani e stata determinata da un aumento dall'odio, dal disagio personale e dalle guerre tra i popoli.

La prerogativa di un terapista consiste nell'utilizzare consapevolmente tale dono, ovviamente anch'esso può essere sviluppato e il metodo principe per incrementare questa capacità e sicuramente attraverso la pratica regolare della meditazione. Durante lo stato meditativo la mente si libera da tutte le forme di stress che la mantengono radicata alla limitata consapevolezza umana aprendo la sua coscienza alla coscienza primordiale, facendo si che non ci siano più limiti tra Dio e l'uomo. (se vuoi saperne di più sulla meditazione clicca qui) Non a caso gli illuminati fanno molta attenzione a ciò che pensano, poiché l'ira di un Mahatma e pari alla sua capacità d'amare e grazie allo stato di perenne e presente comunione con Dio in cui vive, ogni suo pensiero è il pensiero di Dio, potendo a sua volta creare cataclismi naturali con una singola emozione dedicata alla rabbia. La stessa cosa avviene in maniera molto più ridotta per tutti i meditanti. Colui che pratica costantemente ricerca interiore dovrebbe fare molta attenzione alla qualità dei suoi pensieri sopratutto quando ha finito la sua meditazione; se dovesse nutrire rancori verso una persona in particolare quegli stessi sentimenti potrebbero tramutarsi in una bomba ad orologeria verso l'oggetto dei suoi pensieri, con automatica ripercussione sul proprio Karma individuale. Ciò che si semina si raccoglie, Sempre!!!. In maniera molto più rapida e pesante se l'operatore segue un percorso spirituale ed è consapevole delle sue azioni!.

Molto meglio utilizzare questa opportunità per il bene altrui e le terapie rientrano in questa visione. Veicolando la mente verso il benessere del ricevente si possono ottenere risultati più che soddisfacenti, ricordando  che comunque l'uomo da parte sua propone ma e Dio che dispone sul finale. Se una malattia si presenta a causa di situazioni Karmiche avverse, il pranoterapeuta potrà soltanto alleviare il dolore del suo paziente ma non guarirlo del tutto, per quanto sia elevata la sua capacità di concentrazione durante i trattamenti; perché i frutti delle proprie azioni possono essere sanati soltanto da chi li ha commessi. E in quel caso l'unica soluzione che il terapista può proporre consiste nell'istruire l'interessato sul potere taumaturgico della preghiera affinché egli richieda costantemente la grazia alla Madre Divina per il suo problema, magari iniziando anche a seguire un percorso di ricerca interiore attraverso tecniche spirituali che vanno oltre la semplice guarigione pranica.

La pranoterapia e un efficace metodo di guarigione energetica tuttavia racchiude in se dei limiti. Esistono 3 tipi di pranoterapeuti: I pranoterapeuti semplici ovvero coloro che possiedono naturalmente una notevole carica di base tanto che hanno bisogno di donarla nei trattamenti. I pranoterapeuti tecnici; questi fungono da accumulatori di energia, si caricano preventivamente con tecniche prestabilite rilasciando in seguito l'energia raccolta nei trattamenti. Diciamo che il 95% dei terapisti classici rientra in queste 2 categorie. Poi abbiamo i pranoterapeuti naturali; coloro che pur non avendo eseguito studi particolari in merito impongono le mani sul problema del proprio paziente portando beneficio attraverso un naturale dono taumaturgico e costituiscono circa il 5% dei terapisti in circolazione. In tutti questi casi però l'energia dei terapisti lavora solo a 2 livelli :fisico e mentale. E anche se utilizzano tutta la loro capacità di concentrazione, non possono operare nei sottili strati aurici dello spirito poiché la loro energia e troppo grossolana; occorrono mezzi molto più raffinati per influenzare tali coscienze; e o il terapista utilizza le frequenze Reiki in grado di oltrepassare lo spazio ed il tempo! Oppure il paziente sceglie di seguire i precetti di un guaritore spirituale, non confondibile con un semplice terapista pranico. Il cui stadio evolutivo e così elevato grazie a vite precedenti dedicate alla meditazione che ha la capacità di sanare la disarmonia spirituale dell'individuo alla base della problematica fisica. Sono autentici Maestri Spirituali volutamente incarnati nell'esistenza umana  per aiutare l'uomo nel suo percorso di crescita interiore.

Concludendo, tengo a ricordare che il senso della terapia pranica mirata attraverso la concentrazione non dovrebbe solo limitarsi ad aiutare una persona fisicamente o psicologicamente in un momento di difficoltà, ma impegnarsi nel porre le basi per una più estesa conoscenza di se stessi attraverso l'identificazione della materia con l'energia. Il primo passo, la prima esperienza verso la concezione del Supremo, in fondo che cosa è la malattia se non un mezzo per farci comprendere l'allontanamento dalla nostra vera natura!

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