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AUTOTRATTAMENTO REIKI
A Cura di Marco Milione (Milano 16/04/2007)
 

Lo scopo dell'autotrattamento è abbastanza ovvio di per se stesso, serve per potenziare il proprio flusso di Reiki e per espandere la propria coscienza spirituale. Nel Reiki tradizionale giapponese Gakkai l'autotrattamento è strutturato in 12 posizioni base per una durata media minima di 3 minuti a posizione, per un totale effettivo di 36/40 minuti di lavoro giornaliero su se stessi. Un un impegno abbastanza esiguo se si considera che la giornata è costituita da 24 ore!

Ma non mi voglio soffermare sulla tecnica fine a se stessa! Perché altrimenti il tutto si ridurrebbe ad un insieme di immagini volte a mostrare delle posizioni statiche, che per chi assiste dall'esterno potrebbe avere una valenza soggettiva. Piuttosto desidero cercare di esprimere non il significato dell'atto fisico, ma del principio spirituale da cui esso attinge i suoi principi.

L'autotrattamento reiki è da considerarsi la palestra quotidiana del praticante. Sia che questi sia un Primo Livello oppure un Master. Non fa nessuna differenza, anzi a maggior ragione più si sale di grado e maggiore dovrebbe essere la costanza e l'autodisciplina che l'operatore impegna nell'arco della giornata per la propria pratica spirituale. Troppe volte mi è capitato di incontrare Master Reiki che si blasonavano con una moltitudine di attestati a stili Reiki differenti; pavoneggiandosi delle loro conoscenze esoteriche e riempiendo la loro bocca di nomi altisonanti di tecniche giapponesi.! E poi magari avevano il coraggio di affermare che l'ultimo autotrattamento che si erano fatti risaliva a 6 mesi prima nella migliore delle ipotesi. Come se fosse l'attestato o la discendenza che determina il valore personale di un buon operatore. Ma non è così!. Non contano i diplomi o il lignaggio personale, Che senso avrebbe frequentare un corso se non si mette in pratica ciò che si impara! Sarebbe come assistere a delle lezioni di musica senza esercitarsi sullo strumento nel privato quando si è a casa propria! Sostenendo magari di avere anni di esperienza in quella pratica. Mentre in realtà se andiamo a vedere nello specifico si scopre che nell'arco di 10 anni la pratica effettiva e stata di sole 5 o 6 ore! Un pò pochino per un  insegnante.!

La costanza giornaliera dell'autotrattamento non implica soltanto un atto di benessere nei nostri confronti, sia a livello fisico che psicologico; ma è indice di una reale voglia personale a migliorare  la propria esistenza sotto tutti gli aspetti. Senza accontentarsi di vivere la spiritualità soltanto a livello mentale, per mezzo di frasi  e pensieri letti sui libri scritti dai maestri illuminati. Ma sperimentando attraverso la pratica in prima persona i principi scientifici a cui essa si rifà. E molto bello parlare di amore, pace, di rispetto reciproco; sarebbe ancora più bello se queste stesse persone cercassero di portare realmente questi ideali nel loro quotidiano! Utilizzando il buon senso e la capacità di valutazione per ogni situazione. La famosa via di mezzo del Buddha.

Per esempio Gesù insegnava a porgere l'altra guancia di fronte ad un aggressore che ci tira uno schiaffo, ma lui per primo si infuriò moltissimo quando entrò nel tempio e trovò i Farisei che avevano trasformato un luogo di culto e preghiera in un mercato rionale. Questo perché in entrambi i suoi comportamenti si celava un insegnamento spirituale. Nel primo caso: "Porgi l'altra guancia" implica un atteggiamento di responsabilità verso le ingiustizie del mondo ovvero: Se tu uomo hai scelto questa strada la responsabilità di ciò è anche mia, per aver contribuito non controllando la reazione della mia mente ed alimentando in questo modo i mali del mondo. Nel secondo caso invece insegnava che non si può far finta di niente davanti ad una palese ingiustizia nascondendosi dietro ad un atteggiamento di comodo celato da una falsa superiorità spirituale. Usando in tal modo anche la forza qualora si renda necessario per far comprendere l'errore altrui.! 2 atteggiamenti totalmente differenti per dare lo stesso insegnamento. Il rispetto per tutti gli esseri viventi.!

Questa capacità di valutazione non può svilupparsi solo con l'insegnamento teorico,  ma per via dell'esperienza personale nella vita di tutti i giorni. "Scegli chi sei e cosa vuoi essere in ogni istante della tua vita". E l'autotrattamento Reiki serve proprio per mettere in luce le debolezze personali di ogni praticante, dando modo all'operatore di prendere coscienza dei propri limiti caratteriali su cui lavorare. Vivere inconsapevolmente significa reagire automaticamente nei confronti del mondo esterno. Ma la vita inconsapevole è lasciata a coloro che si accontentano del loro limitato modo di vedere il mondo.

Colui che ricerca la verità non si ferma ai semplici limiti mentali, ma oltrepassa le barriere dell'ego esponendosi in prima persona mettendo in discussione se stesso giorno dopo giorno. Fino a quando resteremo barricati all'interno delle nostre convinzioni soffocheremo la voce del nostro vero Sé. Ma se incominciamo ad ascoltarci e sopratutto ad ascoltare potremmo prendere coscienza che esistono altri punti di vista molto più aperti e costruttivi del nostro. L'autotrattamento Reiki offre proprio questa opportunità di crescita personale, sensibilizzando gradualmente l'attenzione verso la nostra esistenza e risvegliando l'individuo dal sonno dell'inconsapevolezza.

Il 99.9% degli esseri umani è convinto di esistere soltanto perché cammina su questa terra. Ma nessuno di loro è mai stato realmente consapevole anche soltanto di un singolo passo esercitato per muoversi. A causa delle barriere mentali spinte dall'istinto nell'illusione della materia (Maya). Si reagisce al mondo esterno senza riflettere su ciò che è stata la causa scatenante della nostra reazione, impedendoci così di osservare l'insieme della realtà Oggettiva piuttosto che reagire verso l'esterno nella limitata visione di una realtà Soggettiva. Tale presa di coscienza ci riporta alla necessità di un risveglio personale di tutti i nostri sensi; Olfatto, Udito, Vista, Tatto, Gusto, (e Anima). Risveglio che può essere determinato soltanto dalla liberazione del nostro Sé, dove attraverso la pratica costante dell'Autotrattamento Reiki si abbattono le barriere mentali del nostro ego permettendo a L'anima di imporre il proprio volere nel qui e ora. Al fine di disciplinare l'immensa inerzia degli schemi mentali e riflettendo nel quotidiano la presenza del Sé.

Marco Milione