L’auto-trattamento Reiki è l’abitudine giornaliera che ogni praticante Reiki
dovrebbe eseguire regolarmente su se stesso al fine di migliorare la propria
esistenza.
Lo scopo dell'auto-trattamento è
abbastanza ovvio di per se stesso, serve per potenziare il proprio flusso di
Reiki e per espandere la propria coscienza spirituale. Nel Reiki tradizionale
giapponese Gakkai l'auto-trattamento è strutturato in 12 posizioni base per una
durata media minima di 3 minuti a posizione, per un totale effettivo di 36/40
minuti di lavoro giornaliero su se stessi. Un un impegno abbastanza esiguo se si
considera che la giornata è costituita da 24 ore!
Ma non mi voglio soffermare sulla
tecnica fine a se stessa! Perché altrimenti il tutto si ridurrebbe ad un insieme
di immagini volte a mostrare delle posizioni statiche, che per chi assiste
dall'esterno potrebbe avere una valenza soggettiva. Piuttosto
desidero cercare di esprimere non il significato dell'atto fisico, ma del
principio spirituale da cui esso attinge i suoi principi.
L'auto-trattamento reiki è da
considerarsi la palestra quotidiana del praticante. Sia che questi sia un Primo
Livello oppure un Master. Non fa nessuna differenza, anzi più
si sale di grado e maggiore dovrebbe essere la costanza e
l'autodisciplina che l'operatore impegna nell'arco della giornata per la sua
pratica spirituale. Troppe volte mi è capitato di incontrare Master Reiki che si
blasonavano con una moltitudine di
attestati a stili Reiki differenti; pavoneggiandosi delle loro conoscenze
esoteriche e riempiendo la loro bocca di
nomi altisonanti di tecniche giapponesi.! E poi magari
avevano il coraggio di affermare che l'ultimo auto-trattamento che si erano fatti
risaliva a 6 mesi prima nella migliore delle ipotesi. Come se fosse l'attestato
o la discendenza che determina il valore personale di un buon operatore. Ma non è
così!. Non contano i
diplomi o il lignaggio personale, Che senso avrebbe frequentare un corso se non
si mette in pratica ciò che si impara! Sarebbe come assistere a delle lezioni di
musica senza esercitarsi sullo strumento nel privato quando si è a casa propria!
Sostenendo magari di avere
anni di esperienza in quella pratica. Mentre in realtà se andiamo a vedere nello
specifico si scopre che nell'arco di 10 anni la pratica effettiva e stata di
sole 5 o
6 ore! Un pò pochino per un insegnante.!
La costanza
giornaliera dell'auto-trattamento non implica soltanto un atto di benessere nei
nostri confronti, sia a livello fisico che psicologico; ma è indice di una reale voglia personale a migliorare
la propria esistenza sotto tutti gli aspetti. Senza accontentarsi di vivere la spiritualità soltanto a
livello mentale, per mezzo di frasi e pensieri letti sui libri scritti
dai maestri illuminati. Ma sperimentando attraverso la pratica personale i principi scientifici a cui essa
si rifà. E molto bello parlare di amore, pace, di rispetto reciproco; sarebbe
ancora più bello se queste stesse persone cercassero di portare realmente questi
ideali nel loro quotidiano! Utilizzando il buon senso e la capacità di
valutazione per ogni situazione. La famosa via di mezzo del Buddha.
Per esempio Gesù
insegnava a porgere l'altra guancia di fronte ad un aggressore che ci tira uno
schiaffo, ma lui per primo si infuriò moltissimo quando entrò nel tempio e
trovò i Farisei che avevano trasformato un luogo di culto e preghiera in un mercato
rionale. Questo perché in entrambi i suoi comportamenti si celava un
insegnamento spirituale. Nel primo caso: "Porgi l'altra guancia" implica un
atteggiamento di responsabilità verso le ingiustizie del mondo ovvero: Se tu
uomo hai scelto questa strada la responsabilità di ciò è anche mia, per aver
contribuito non controllando la reazione della mia mente ed alimentando in
questo modo i mali del mondo. Nel secondo caso invece insegnava che non si può
far finta di niente davanti ad una palese ingiustizia nascondendosi dietro ad un
atteggiamento di comodo celato da una falsa superiorità spirituale. Usando in
tal modo anche la forza
qualora si renda necessario per far comprendere
l'errore altrui.! 2 atteggiamenti totalmente differenti per dare lo stesso insegnamento.
Il rispetto per tutti gli esseri viventi.!
Questa capacità
di valutazione non può svilupparsi solo con l'insegnamento teorico, ma per via
dell'esperienza personale nella vita di tutti i giorni. "Scegli chi sei e cosa
vuoi essere in ogni istante della tua vita". E l'auto-trattamento
Reiki serve proprio per mettere in luce le debolezze personali di ogni
praticante, dando modo
all'operatore di prendere coscienza dei propri limiti caratteriali su cui
lavorare. Vivere inconsapevolmente significa reagire automaticamente nei
confronti del mondo esterno. Ma la vita inconsapevole è lasciata a coloro che si
accontentano del loro limitato modo di vedere il mondo.
Colui che
ricerca la verità non si ferma ai semplici limiti mentali, ma oltrepassa le
barriere dell'ego esponendosi in prima persona mettendo in discussione se
stesso giorno dopo giorno. Fino a quando resteremo barricati all'interno delle
nostre convinzioni soffocheremo la voce del nostro vero Sé. Ma se incominciamo
ad ascoltarci e sopratutto ad ascoltare potremmo prendere coscienza che esistono
altri punti di vista molto più aperti e costruttivi del nostro.
L'auto-trattamento Reiki offre proprio questa opportunità di crescita personale,
sensibilizzando gradualmente l'attenzione verso la nostra
esistenza e risvegliando l'individuo dal sonno dell'inconsapevolezza.
Il 99.9% degli
esseri umani è convinto di esistere soltanto perché cammina su questa terra. Ma
nessuno di loro è mai stato realmente consapevole anche soltanto di un singolo
passo esercitato per muoversi. A causa delle barriere mentali spinte
dall'istinto nell'illusione della materia (Maya). Si reagisce al mondo esterno senza
riflettere su ciò che è stata la causa scatenante della nostra reazione,
impedendoci così di osservare l'insieme della realtà Oggettiva piuttosto
che reagire verso l'esterno nella limitata visione di una realtà Soggettiva.
Tale presa di coscienza ci riporta alla necessità di un risveglio personale di
tutti i nostri sensi; Olfatto, Udito, Vista, Tatto, Gusto, (e Anima). Risveglio
che può essere determinato soltanto dalla liberazione del nostro Sé, dove
attraverso la pratica costante dell'Auto-trattamento Reiki si abbattono le
barriere mentali del nostro ego permettendo a L'anima di imporre il proprio
volere nel qui e ora. Al fine di disciplinare l'immensa inerzia degli schemi
mentali e riflettendo nel quotidiano la presenza del Sé.
Marco Milione