A Cura di Marco Milione (Milano 2005)
Esistono due metodi per contemplare
il mondo circostante ovvero: Guardare i fenomeni intorno a noi e Osservarne
le dinamiche costituenti. Nel primo caso non non occorre un grande impegno
qualsiasi persona che non sia affetta da cecità e in grado di farlo. Nel secondo
caso invece si presuppone un impegno maggiore da parte del protagonista visto
che dovrà utilizzare tutti i sensi a sua disposizione per coglierne gli effetti
nel contesto preso in considerazione. Tutte le più grandi menti della storia
Leonardo Da Vinci, Archimede, Galileo Galilei, Alessandro Volta, Albert Einstain
Prima di essere grandi scienziati, erano grandi osservatori dei fenomeni comuni
ed è proprio questa particolarità che gli permise di camminare sempre un
passo avanti ai loro contemporanei elaborando teorie e scoperte scientifiche
talmente innovative da stupire le generazioni future per diverse centinaia
d'anni in avvenire.
La stessa caratteristica di
osservazione dovrebbe essere sviluppata da tutti i ricercatori spirituali per
spronare se stessi ad auto-vigilare sui sensi e sulla propria esistenza
attraverso l'auto-analisi per mezzo di domande precise. Osservate l'esistenza
intorno a voi!, portate attenzione alle vostre reazioni di fronte ad una data
situazione e alle reazioni degli altri nei vostri confronti e nei confronti del
mondo circostante, siate ligi nella formulazione di esatte domande piuttosto che
disperdere energia nella ricerca di facili risposte. Reagire con rabbia ad una
scomoda situazione e umano, ma successivamente domandiamo a noi stessi quale è
stato il reale motivo che ha scatenato la nostra rabbia, con molta probabilità
troveremo celati dietro tali conflitti dinamiche irrisolte all'interno del
nostro nucleo familiare, per lo più legate ai genitori d'origine.
Mi capita spesso di osservare le
persone nel mio quotidiano, sopratutto di portare attenzione ai comportamenti
che questi esercitano quando si ritrovano in gruppo a discutere tra loro. Ed è
affascinante notare come ogni individuo cerca di catturare l'attenzione degli
altri attraverso l'imposizione egocentrica del proprio Io. Cercando con lo
sguardo il consenso visivo negli occhi dei sui interlocutori, soffermandosi più
insistentemente sulla persona che in quel momento sembra prestargli più
interesse. Più che uno scambio di opinioni tra persone civili sembra di
assistere ad una gara podistica tra prime donne per aggiudicarsi il centro della
scena!, e in effetti è proprio così!. Sono infiniti i metodi utilizzati dalle
persone al fine di attrarre l'attenzione degli altri questo perché fin da
bambini ci hanno abituato a pensare che ricevere attenzione da parte dei
genitori equivaleva a ricevere il loro amore, ed ogni individuo a suo modo userà
un proprio sistema per carpire l'attenzione altrui.
Allora troveremo il soggetto dalla
personalità Autolesionista che canalizza
l'attenzione degli altri su di se attraverso un atteggiamento vittimistico.
Troveremo il Prevaricatore, che con l'imposizione
personale non lascia pause di riflessione nel discorso, conquistando di
prepotenza il centro dell'attenzione senza ascoltare i ragionamenti altrui. O
anche il Carismatico dove attraverso un elementare
magnetismo personale riesce ad emergere sugli altri attraendo l'attenzione
con la semplice presenza fisica, spesso e volentieri con scarso impegno mentale.
Poi abbiamo il Venditore che si pone al centro
dell'attenzione con le sole doti di dialettica. Il Mimo
dove attraverso un falso ascolto del proprio interlocutore esprime il suo
disappunto con delle espressioni facciali inducendo l'oratore a cedergli
volontariamente la parola per spiegare la sua contrarietà, ponendosi in tale
modo al centro dell'attenzione. Ed infine abbiamo
l'Ascoltatore colui che raramente esprime la sua opinione davanti agli
altri e molto spesso resterà in silenzio, ma proprio questa sua condizione lo
porrà al centro dell'attenzione da parte di coloro che vogliono essere
ascoltati. L'attenzione non è soltanto un surrogato dell'amore ma un energia
psichica estremamente potente capace di far compiere imprese che possono
sembrare impossibili agli occhi dell'uomo. Basti pensare che Giovanna D'Arco nel
16° Secolo attraverso l'attenzione (fiducia) che i Francesi avevano riposto in
lei eleggendola come messaggero di Dio, riuscì ad ottenere una vittoria così
schiacciante sul popolo Inglese da ribaltare la situazione sul campo di
battaglia, in controcorrente alle logiche militari più elementari.
Tutti i rapporti interpersonali che
vanno dai legami affettivi, lavorativi, d'amicizia, sono basati sulla
prevaricazione egocentrica altrui attraverso la competizione verbale per
la conquista del centro della scena. Non è un caso se ci sentiamo stanchi e
spossati dopo che la nostra attenzione e gravitata a lungo verso una
persona che utilizza una o più dinamiche sopra-elencate. Se ogni individuo
avesse la facoltà di utilizzare il 3° occhio e potesse distinguere nitidamente
il campo di energia che circonda la materia, potrebbe vedere chiaramente la
fuoriuscita di sottili filamenti di energia che si liberano dagli
ascoltatori per finire assorbiti dal campo aurico di colui che è posto al centro
dell'attenzione. Per questo ci sentiamo bene dopo aver discusso con qualcuno da
un punto di vista di predominanza, perché siamo riusciti a catturare la sua
attenzione, la sua energia. Ad esempio nell'ambito lavorativo non di rado capita
di trovare il dirigente, il capo ufficio, o il capo magazziniere, che sfrutta la
sua posizione di responsabilità su gli altri per mortificare con arroganza e
sufficienza i suoi subalterni. Creando la seguente dinamica psichica: Se
io ti umilio aggredendoti vinco 2 volte! Dapprima attraggo la tua attenzione con
la violenza che mi permette il mio ruolo, nutrendo il bisogno d'amore! Secondo
ti tratto da stupido.! Perché se io ti faccio notare che tu sei stupido!
Automaticamente mi sento intelligente per paragone. Naturalmente tutto ciò
avviene a livello inconscio il 99% della popolazione terrestre vive e reagisce
al mondo esterno senza rendersi conto razionalmente di cosa realmente accade a
livello psichico. I più sensibili lo avvertono per istinto imparando a
difendersi di conseguenza; quasi sempre con una reazione di scontro verbale, a
volte anche fisico.
Questa dinamica nasce in parte
dall'esempio che abbiamo ricevuto dai genitori collegato al profondo senso di
solitudine interna che accomuna tutti gli esseri umani incarnati nella materia.
Se siamo stati abituati ad osservare Mamma e Papà in competizione l'uno con
l'altra per ricevere la nostra attenzione automaticamente il comportamento che
svilupperemo con il mondo esterno sarà inerente all'insegnamento utilizzato
dalla figura del genitore dominante. Ogni persona esprime caratterialmente i
tratti comportamentali di uno dei due genitori in particolare, solitamente si
tende ad imitare a la personalità riconosciuta dall'infante come più simile a se
e ad utilizzala come modello interpersonale e reattivo verso gli altri per la
conquista psichica altrui. Quindi se la personalità che ha avuto maggiore
influenza su di noi e stata una personalità vittimistica e con un forte istinto
al senso di colpa; automaticamente la reazione che useremo per catturare il
centro della scena sarà una metodologia auto-lesionista e colpevolizzante
dapprima nei nostri confronti e in un secondo tempo verso gli altri. Per capire
quale genitore ha avuto maggiore influenza su di noi basta portare attenzione al
posto letto che andiamo ad occupare quando dormiamo con il nostro compagno/a;
noteremo che per istinto programmato andremo a posizionarci nella fase onirica
dallo stesso lato del letto in cui era posizionato il corpo del genitore a noi
dominante. Mentre il nostro compagno/a, a sua volta farà lo stesso per il lato
opposto. Ed è interessante notare come due persone che si conoscono appena e
sviluppano un rapporto sentimentale, senza conoscere niente razionalmente della
famiglia del rispettivo partners, attraggono a livello inconscio un compagno/a
che ha avuto l'influenza dominante del genitore a se più debole riconosciuta
come parte mancante nell'esistenza. Perché inconsciamente tendiamo a ricreare
nella vita adulta lo stesso modello familiare osservato nella prima infanzia
vivendo automaticamente come parte mancante le caratteristiche personali del
genitore a noi più debole.
Nell'identificarci con la mente e
il corpo fisico abbiamo dimenticato l'illimitata natura dell'anima creando
inconsciamente la convinzione di essere soli. Scegliendo così di vivere nella
paura abbiamo lasciato che l'istinto animale prendesse il sopravvento sulla
coscienza del Sé preferendo come mendicanti la misera energia dell'attenzione
umana piuttosto che attingere dall'illimitata potenza della Grazia Divina.
Questo fa di noi degli esseri incompleti perennemente alla ricerca di
quella soddisfazione personale tanto agognata nel lavoro, nell'amore, nel
sesso, nella spiritualità, nei rapporti con gli altri. Ognuno ha un proprio modo
di richiederla ed ogni ego ha un proprio campo su cui cimentarsi. Esiste l'ego
spirituale, l'ego lavorativo, l'ego affaristico, l'ego morale, l'ego familiare e
così via. Tante persone che attraversano l'esperienza umana rincorrendo il
bisogno di attenzione personale finalizzato alla soddisfazione del proprio ego,
inconsapevolmente impegnati nella ricerca di Dio. Ma la conoscenza del Supremo
non può arrivare per mezzo del continuo appagamento mentale, perché di fatto la
mente umana rappresenta la prigione dell'anima e continuando a nutrire l'ego
automaticamente si rinforza la barriera che ci separa dal Sé
allontanandoci sempre di più dalla nostra vera natura. E necessario ridurre la
forza mentale imparando a riconoscere i sottilissimi giochi dell'ego attraverso
la costante autoanalisi di ogni singolo pensiero.
La mente umana e così forte da
scoraggiare anche il più fedele devoto, inganna mente al solo scopo di
distoglierci dalla conoscenza del Sé, corrompe la volontà proponendo obbiettivi
alternativi atti a sostituire la realizzazione di Dio; sesso, soldi, amore,
fama, orgoglio, potere, desiderio tutti mezzi alternativi e illusori che
richiedono costantemente soddisfazione attraverso la fame dei sensi. Alternativi
perché creati apposta per sostituire il piacere della conoscenza del Sé;
Illusori perché hanno una durata limitata a pochi anni rispetto all'eternità
dell'anima.
L'ego di
per se stesso non è malvagio ma parte integrante della natura individuale;
cresce e si evolve in maniera direttamente proporzionale al progresso
spirituale. Più cresce la comprensione nell'espansione di se e maggiormente si
affina il suo interesse sull'individuo. Perennemente ancorato al senso di
appartenenza all'IO. E tanto più forte l'influenza esercitata dalla mente quanto
più distante risulta essere il divario per la realizzazione del Sé. In questo
modo tra mente umana e mente universale si interpone un limite invalicabile per
l'evoluzione personale; fino a quando l'individuo non prenderà coscienza del suo
limite mentale scegliendo arbitrariamente di andare in controtendenza alla
comune soddisfazione personale rinnegando l'illusione della materia e i bisogni
mentali; rivolgendo la sua attenzione verso la realizzazione di Dio nella sua
vita. Ovviamente questo passo comporta non poche difficoltà sopratutto se si
vive in un contesto socio-occidentale; prima tra tutte la crisi da sopportazione
dell'ego altrui. Una volta presa coscienza che la maggior parte dei rapporti
umani in una maniera o nell'altra sono basati sulla soddisfazione dell'IO, si
tenderà automaticamente a rinnegare se stessi trasformando il singolare spazio
psichico in cibo per l'ego altrui verso le persone con cui ci si relaziona
giornalmente, con automatico disagio personale nei rapporti con gli altri. Se
sono stato abituato fin da bambino a comportarmi con gli altri in un certo modo
la modifica di uno schema mentale così radicato come la predominanza del mio Io
psichico, richiede un notevole sforzo di volontà per essere disinstallato dagli
automatismi condizionati. La mente dal canto suo non allenterà facilmente la sua
presa! tutt'altro farà valere con maggior vigore i suoi interessi su di voi. E
occorrerà molto tempo, ricerca interiore ed auto-analisi prima di arrivare alla
concezione di un ego consapevole dove e l'Anima a guidare la mente e non il
contrario come spesso accade, utilizzando l'energia psichica del gruppo come
opportunità d'evoluzione anziché cibo per l'appagamento personale.
Se all'interno di un discorso tra
persone ogni individuo invece che cercare di catalizzare l'attenzione su di se
facesse circolare l'energia tra tutti quanti evitando di monopolizzare il centro
della scena e lasciando che sia il libero fluire a trasportare il discorso e non
il bisogno di prevaricazione, si scoprirebbe che ogni persona diventerebbe
protagonista beneficiando del passaggio energetico gli uni dagli altri, tirando
fuori il proprio lato migliore e favorendo così la creazione di nuove idee per
soluzioni più innovative. In questo modo l'ego personale verrebbe veicolato
verso un obbiettivo comune. Se ho un ego spirituale particolarmente sviluppato e
mi trovo ad esprimere un concetto spirituale in presenza di persone che hanno a
loro volta la mia stessa caratteristica, l'interscambio energetico che si
creerebbe attraverso l'utilizzo di un ego consapevole sarebbe un'opportunità di
crescita per ogni individuo ad ogni passaggio d'energia. Portando a fare sentire
tutte le persone presenti in quel momento non come parti diverse e separate in
competizione tra loro, ma bensì come un unica coscienza che valuta la scelta
migliore. Analogo concetto può essere applicato in qualsiasi campo umano:
lavoro, affari, amicizie, amore. Sarebbe lo stesso principio di una persona che
si pone in mezzo al fiume con le mani aperte lasciando che l'acqua attraversi
tutto il corpo invece che cercare di raccoglierla con un recipiente.
Ma un risultato di questo tipo lo
si può conseguire solamente dopo avere affamato l'Io rinnegando la mente con le
sue tentazioni e arrendendosi alle esigenze dell'anima, il volere di Dio.
Facendo attenzione a non nutrire materialmente e con troppa facilità un ego
spirituale, assai più fine e radicato di un ego comunemente dichiarato. Che vi
porta a pensare: Oh quanto sono spirituale ed evoluto rispetto al resto del
mondo; snobbando e trattando con poca considerazione tutte le persone con cui
entra in contatto. Non avete idea di quanti Swami, Sahanniasi, monaci ed
insegnanti spirituali ho incontrato su questa linea di pensiero!
Occorre grande UMILTA e abbandono
totale per la ri-scoperta del Sé e l'unica arma che vi permette di fronteggiare
ed abbattere le mura mentali, non esistono altri mezzi in grado di contrastare
l'ego. Perché qualsiasi altra strada alternativa all'umiltà e una strada
veicolata dall'Io, quindi dall'ego. Attraverso l'umiltà si impara ad accettare
gli altri e a mettere in discussione se stessi monitorando costantemente il
proprio operato. Riconoscendo automaticamente ogni singolare sfaccettatura
egoica operata dalla mente al solo scopo di rallentare il percorso di crescita
individuale. L'illusione della materia è determinato dall'interpretazione
soggettiva personale degli eventi; l'immedesimazione di tali pensieri
caratterizza lo stato d'animo personale; la felicità o l'infelicità di un
momento, non sono altro che aspettative elaborate dai desideri mentali veicolate
in maniera macchiavellica dall'ego. Più e grande l'ego e maggiori saranno i
desideri e i pensieri prodotti dalla mente. E per quanto si riesca a soddisfarli
si riprodurranno all'infinito in un andi e rivieni sotto un ritmo costante
perpetuo. Fino a quando non si interrompe volutamente con forza questa scia
distruttiva, la nostra anima subirà la prigionia mentale dell'ego.
Ciò che non può essere espresso a
parole lo si può comprendere col cuore, ma per interiorizzare ciò l'aspirante
dovrà trasformarsi in un guerriero spietato che scende in battaglia contro le
proprie tendenze mentali attraverso una lunga guerra dislocata tra cielo e terra
e senza esclusione di colpi, armato di fede e costante volontà. Fino a
raggiungere la comprensione dell'assoluto nella realizzazione di Dio. Un
universo troppo grande per poter essere contenuto dalla semplice mente umana,
per questo si rende necessario trascendere i razionali concetti mentali, e
assecondare l'irrazionalità del Sé, una vertigine sull'infinito nell'abbandono
totale e nella resa incondizionata. Ma soltanto nel profondo silenzio della
meditazione ciò che non si può esprimere può essere compreso valorizzando ogni
momento di vita per ricercare la verità.
Aum Amriteshwaryai Namah
A cura di Marco Milione