A
cura di Marco Milione (Milano 2004)
Sono quasi 25 anni
che
pratico terapie
naturali. In quest'arco di tempo mi è capitato di incontrare molti
terapisti e di confrontarmi con le più svariate tecniche di cura
olistica. A 15 anni ho iniziato ad interessarmi allo Shiatsu e la Medicina
Tradizionale Cinese conseguendo in seguito il diploma. a 21 ho studiato e
lavorato con la Pranoterapia. A 29 ho conseguito il 1° e 2° Livello Reiki e a 31
ho preso il Master di Reiki iniziando a divulgare reiki nei seminari.
Devo riconoscere che
quasi ogni volta che parlo con un pranoterapeuta, noto un atteggiamento di
repulsione da parte sua nei confronti di Reiki. Forse perché entrambe le
tecniche a prima vista sembrano simili e può capitare che il pranoterapeuta che
principalmente utilizza la propria energia interiore a differenza del reikista
che funge da canale di trasmissione, viva questo come una sorta di competizione
tra le 2 tecniche! Mentre non è così!
Anche se entrambe le
tecniche partono da principi diametralmente opposti la loro pratica presuppone
l'utilizzo della stessa energia universale comune a tutti gli esseri viventi.
L'unica differenza è sottolineata dal livello di coscienza con cui tale principio
viene applicato. Esistono verità
determinate da fatti facilmente riscontrabili nell'oggettività terapeutica! Ad
esempio non tutti i praticanti reiki hanno la stessa capacità di
cura. Così come non tutti i pranoterapeuti hanno le stesse capacità di
guarigione. E questo è determinato dal livello di evoluzione individuale con cui
il terapista opera.
Tuttavia in quanto
ex pranoterapeuta devo riconoscere che per quanto nelle varie scuole di
pranoterapia vengano dati insegnamenti su come ricaricarsi in fretta o su come
schermarsi e proteggersi dalle energie bio-plasmiche malate del ricevente. Non ho
mai conosciuto un pranoterapeuta professionista che sia rimasto in salute
fisica ottimale
lavorando regolarmente con la pranoterapia. " E
per regolarmente intendo almeno dai 4 ai 8 trattamenti al giorno". Poi possono sempre
esistere le eccezioni!
Io stesso anni fa
iniziai a praticare Reiki perché l'assidua pratica pranoterapeuta nonostante le
varie schermature mi stancava troppo. E cercavo una metodologia di cura
energetica meno rischiosa a livello personale ma ugualmente efficace! Così
incontrai Reiki! Ricordiamo anche che se il pranoterapeuta è una persona compassionevole
difficilmente sente la necessità di distaccarsi secondo i tempi prestabiliti dal
proprio ricevente. Anzi ! solitamente dona molto di più di quanto possa dare,
con conseguenze spesso disastrose per se stesso.
Chiariamo un
concetto base: L'iniziazione a Reiki da parte di un pranoterapeuta non ha come
presupposto la negazione delle tecniche di pranoterapia. Anzi. Solitamente
qualunque sia il potere di cura che il pranoterapeuta possiede lo potenzia ulteriormente.
Si può benissimo
essere un guaritore pranico che viene energeticamente iniziato a Reiki
continuando ad usare le tecniche di pranoterapia. Con il favore di un
bagaglio energetico inesauribile e senza sentire la necessità di schermasi
dalle energie malate del proprio paziente, con progressiva auto-ricarica individuale
durante la stessa pratica. Sembra un sogno!! eppure è vero!!
Personalmente
consiglio a tutti i pranoterapeuti di prendersi almeno il 1° Livello di reiki,
senza nessun timore di perdere la propria capacità di guarigione. O di intaccare
il proprio credo professionale. Il successo da
quel punto di vista è assicurato!! E un po come se voi
foste abituati ad attingere danaro da un conto bancario
individuale e il giorno successivo vi autorizzassero a prelevare da una banca
statale di un paese ricchissimo. la capacità di prelevamento e di spesa
risulterebbe notevolmente superiore alla precedente non vi
pare !! Ecco, questo è lo stesso principio di reiki applicato ai guaritori pranici!!
L'attivazione a Reiki su una persona normale dona un effetto di guarigione per se stessi e
per gli altri di un certo tipo; mentre su un pranoterapeuta la risultante
taumaturgica è molto più potente. Visto che l'energia reiki si adatta alle
capacità energetiche individuali con la particolarità di espanderne le potenzialità
attraverso l'uso
regolare. In pratica più si utilizza Reiki e più funziona!
Ogni volta che ho
iniziato un Pranoterapeuta a Reiki questi in seguito ha sempre confermato questa teoria;
sostenendo di sentire una capacità energetica nelle sue mani mai provata prima
subito dopo la prima attivazione del seminario. Sperimentandone l'efficacia nei trattamenti
sui propri pazienti.
Marco Milione