Si sono fatti molti esperimenti
sull'efficacia dei pranoterapeuti e sulla loro capacità di guarigione,
inizialmente eseguiti attraverso l'intervista diretta dei pazienti e in un
secondo tempo mettendo appunto dei rilevatori di frequenza energetica che mette
sotto esame il potere di cura di ogni singola mano nei suoi particolari. Così si è arrivati a
comprendere che alcune persone sono più dotate di altre nella pratica della
guarigione pranica, o devono possedere un particolare tipo di magnetismo che si
rende necessario nell'utilizzo di questa tecnica. In seguito si e intuito anche che
alcuni terapisti hanno un'energia più propensa per curare meglio solo alcuni tipi di patologie
più in sintonia con la loro personalità! Tuttavia
sorge spontaneo porsi un quesito a riguardo, ovvero: Da dove arriva questa
capacità di guarigione?
Nella Medicina Tradizionale
Cinese: M.T.C Insegnano che la radice del Qi (energia) individuale è situata fisicamente
tre dita sotto l'ombellico e tre dita all'interno della pancia, all'altezza del
secondo chakra quella zona che è chiamata nella cultura Giapponese: Tan Dien. In
questo punto risiede tutta l'eredità energetica dell'individuo. Quella sorta di
batteria energetica che viene conferita al momento del concepimento
sessuale, dall'unione del padre e della madre e in virtù delle delle congiunzioni astrali presenti in quel momento. Tale energia è chiamata appunto Jing la radice del cielo anteriore. E non c'è verso di poterla ricaricare ma la
si può soltanto conservare al meglio e ci accompagnerà per tutta la durata della
nostra esistenza fino al suo esaurimento (la morte).
Inizialmente si pensava che
un pranoterapeuta fosse un individuo che avesse ricevuto un'eredità energetica
molto vasta in sovraccarico e avendo energia più che a sufficienza per se
stesso la potesse utilizzare per curare gli altri. Effettivamente esistono
persone energeticamente iper-produttive, ma tuttavia in contro tendenza a ciò
che si racconta nelle varie scuole triennali di pranoterapia questo non è un requisito
fondamentale per pratica della stessa. Chiunque la può imparare basta
aver voglia di portare benessere al proprio prossimo e un minimo di impegno
nell'apprendimento di questa tecnica.
Cominciamo col dire che il reale
potere di un pranoterapeuta deriva non dalla sua energia interiore ma dalla sua
capacità di concentrazione, non a caso è il potere mentale che si impone sul
dolore altrui servendosi delle mani come mezzo di contatto tra terapista e
paziente. Il pensiero e l'energia originaria della creazione e attraverso il suo
utilizzo consapevole si può arrivare a smuovere anche le montagne. supponiamo
che ci si trovi davanti ad un paziente che ha problemi gastro-intestinali e con le
nostre mani trattiamo il caso con delle tecniche prestabilite.
Se ci affidiamo soltanto alla tecnica otterremo dei
minimi risultati, tuttavia se oltre alla tecnica portiamo attenzione al punto
situato tra le nostre sopraciglia e mentalmente ci connettiamo con lo stato
dimensionale in cui il nostro paziente e uscito dalla malattia
visualizzandolo che ci ringrazia per il benessere ottenuto dando energia a
questo pensiero per tutta la durata della terapia, molto probabilmente e ciò che
si verificherà.
Non conta ciò che si fa ma l'intenzione che c'è a
monte che determina il risultato finale. L'energia segue il pensiero e le
tecniche che si imparano servono soltanto a veicolare la mente. Se sto trattando
un fegato congestionato e imponendo le mani desidero che la mia energia vada ad
agire affinché l'organo si decongestioni visualizzando il malessere che
abbandona il corpo, essa lavorerà in quella direzione seguendo gli ordini della
mente.
Tutte le tecniche apprese durante
la formazione scolastica servono unicamente ad inserire l'imput mentale affinché
si ottenga quel risultato specifico. Del resto, non di rado mi è capitato di
incontrare pranoterapeuti naturali che dopo aver frequentato il corso triennale
di pranoterapia avevano constatato che l'aumento delle loro conoscenze era
rapportato alla diminuzione della loro capacità di guarigione. (ottenevano molti
più risultati prima di andare a scuola)
Perché avendo ricevuto dalla didattica scolastica
troppe informazioni spesso superflue essendo stati influenzati negativamente con
conoscenze legate alla paura. La loro mente per principio di auto-conservazione
aveva automaticamente posto un blocco psichico alla trasmissione terapeutica con
relative ripercussioni sui trattamenti. Naturalmente nella pratica della
guarigione pranica esistono delle contro indicazioni come il rischio di venire
influenzati dall'energia malata del ricevente; ma risolto quel problema con una
schermatura adeguata oppure prendendo almeno il Primo Livello reiki i problemi
si esauriscono li!. Naturalmente e giusto che l'insegnante informi su eventuali
controindicazioni, ma e anche giusto che l'istruzione impartita sia un tipo di
insegnamento che veicoli l'allievo ad utilizzare al meglio le le proprie
capacità.
Sostanzialmente i principi
dell'energia si basano su tre regole fondamentali: Legge della risonanza, Legge
dell'uguaglianza tra gli opposti, Legge della creazione. La legge della
risonanza la si può definire con il termine simile attrae simile, ovvero le
persone attraggono a se stesse altre persone con la stessa linea di pensiero.
La legge dell'uguaglianza tra gli opposti si può
definire con la frase: come in alto così in basso; se vuoi sapere cosa esiste
dall'altra parte dell'universo osserva il mondo più piccolo vicino a te.
Invece la legge della creazione si può definire con:
la mente crea attraverso il pensiero; ed e quella che si rifà al nostro caso.
Tutte le persone utilizzano questa capacità inconsapevolmente, ed e la ragione
per cui negli ultimi anni il mondo e stato caratterizzato da cataclismi e
terremoti sempre più forti. Perché la trasmissione dei pensieri umani e stata
determinata da un aumento dall'odio, dal disagio personale e dalle guerre tra i
popoli.
La prerogativa di un terapista consiste nell'utilizzare
consapevolmente tale dono, ovviamente anch'esso può essere sviluppato e il
metodo principe per incrementare questa capacità e sicuramente attraverso la
pratica regolare della meditazione. Durante lo stato
meditativo la mente si libera da tutte le forme di stress che la mantengono
radicata alla limitata consapevolezza umana aprendo la sua coscienza alla
coscienza primordiale, facendo si che non ci siano più limiti tra Dio e l'uomo. (se
vuoi saperne di più sulla meditazione clicca
qui)
Non a caso gli illuminati fanno molta attenzione a
ciò che pensano, poiché l'ira di un Mahatma e pari alla sua capacità d'amare e
grazie allo stato di perenne e presente comunione con Dio in cui vive, ogni suo
pensiero è il pensiero di Dio, potendo a sua volta creare cataclismi naturali
con una singola emozione dedicata alla rabbia. La stessa cosa avviene in maniera
molto più ridotta per tutti i meditanti. Colui che pratica costantemente ricerca
interiore dovrebbe fare molta attenzione alla qualità dei suoi pensieri
sopratutto quando ha finito la sua meditazione; se dovesse nutrire rancori verso
una persona in particolare quegli stessi sentimenti potrebbero tramutarsi in una
bomba ad orologeria verso l'oggetto dei suoi pensieri, con automatica
ripercussione sul proprio Karma individuale. Ciò che si semina si raccoglie,
Sempre!!!. In maniera molto più rapida e pesante se l'operatore segue un
percorso spirituale ed è consapevole delle sue azioni!.
Molto meglio utilizzare questa
opportunità per il bene altrui e le terapie rientrano in questa visione.
Veicolando la mente verso il benessere del ricevente si possono ottenere risultati più che
soddisfacenti, ricordando che comunque l'uomo da parte sua propone ma e
Dio che dispone sul finale. Se una malattia si presenta a causa di situazioni Karmiche
avverse, il pranoterapeuta potrà soltanto alleviare il dolore del suo paziente
ma non guarirlo del tutto, per quanto sia elevata la sua capacità di
concentrazione durante i trattamenti; perché i frutti delle proprie azioni
possono essere sanati soltanto da chi li ha commessi. E in quel caso l'unica
soluzione che il terapista può proporre consiste nell'istruire l'interessato sul potere
taumaturgico della preghiera affinché egli richieda costantemente la grazia alla Madre Divina
per il suo problema, magari iniziando anche a seguire un percorso di ricerca interiore
attraverso tecniche spirituali che vanno oltre la semplice guarigione pranica.
La pranoterapia e un efficace
metodo di guarigione energetica tuttavia racchiude in se dei limiti. Esistono 3
tipi di pranoterapeuti: I semplici, i tecnici e i
naturali.
I pranoterapeuti semplici sono coloro che possiedono
naturalmente una notevole carica di base tanto che hanno bisogno di donarla nei
trattamenti.
I pranoterapeuti tecnici invece fungono da accumulatori di
energia, si caricano preventivamente con tecniche prestabilite rilasciando in
seguito l'energia raccolta nei trattamenti. Diciamo che il 95% dei terapisti
classici rientra in queste 2 categorie.
Poi abbiamo i pranoterapeuti naturali;
coloro che pur non avendo eseguito studi particolari in merito impongono le mani
sul problema del proprio paziente portando beneficio attraverso un naturale dono
taumaturgico e costituiscono circa il 5% dei terapisti in circolazione.
In tutti
questi casi però l'energia dei terapisti lavora solo a 2 livelli :fisico e
mentale. E anche se utilizzano tutta la loro capacità di concentrazione, non
possono operare nei sottili strati aurici dello spirito poiché la loro energia e
troppo grossolana; occorrono mezzi molto più raffinati per influenzare tali
coscienze. E o il terapista utilizza le frequenze Reiki in grado di
oltrepassare lo spazio ed il tempo! Oppure il paziente sceglie di seguire i precetti di
un guaritore
spirituale, non confondibile con un semplice terapista pranico. Il cui stadio
evolutivo e così elevato grazie a vite precedenti dedicate alla meditazione che
ha la capacità di sanare la disarmonia spirituale dell'individuo alla base della
problematica fisica. Sono autentici Maestri Spirituali volutamente incarnati
nell'esistenza umana per aiutare l'uomo nel suo percorso di crescita
interiore.
Concludendo, tengo a ricordare che il senso della
terapia pranica mirata attraverso la concentrazione non dovrebbe solo limitarsi ad
aiutare una persona fisicamente o psicologicamente in un momento di difficoltà,
ma impegnarsi nel porre le basi per una più estesa conoscenza di se stessi
attraverso l'identificazione della materia con l'energia. Il primo passo, la
prima esperienza verso la concezione del Supremo, in fondo che cosa è la
malattia se non un mezzo per farci comprendere l'allontanamento dalla nostra
vera natura!
Aum Amriteshwaryai Namah
Marco
Milione