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cura di Marco Milione (Milano 2004)
La guarigione pranica è fondata sulla
struttura globale del corpo umano.
l'intero corpo fisico dell'uomo e permeato da diversi strati di energia
precisamente sei, conosciuti con il nome di Campi Aurici. In sequenza sono:
Corpo Fisico
1) Corpo Eterico
2) Corpo Emozionale
3) Corpo Mentale
Inferiore
4) Corpo Mentale
Superiore
5) Corpo Casuale
6) Corpo Spirituale
Il Corpo Eterico:
Si estende fuori dal corpo fisico
per 10/15 centimetri. La malattia così come noi la concepiamo si manifesta
prima nel corpo eterico e in un secondo momento nel corpo fisico. Il Corpo
Eterico e in
strettissima relazione con il corpo fisico. non è un caso che moltissime
persone che hanno dovuto sostenere l'amputazione di una parte del loro corpo
testimoniano di sentirsi ancora il proprio arto
attaccato anche dopo l'operazione. Questo perché la memoria del Corpo Eterico rimane integra
nella sua forma, ed occorre del tempo prima che si adegui alla nuova mutazione
del corpo fisico.
Il Corpo
Emozionale:
E collegato
direttamente alle emozioni e ai
sentimenti. il suo colore muta in
virtù degli stati d'animo. Da ciò si determina quello che comunemente
viene definito rapporto di pelle con le altre persone. Quando entriamo in
contatto fisico con altre persone avviene un discorso non verbale a livello aurico con il
nostro vicino; e molto spesso ci capita di provare immediatamente simpatia o
antipatia. Questo perché le nostre aure si sono scambiate informazioni ancor
prima che gli interlocutori si siano potuti parlare determinando così una
conoscenza preformale.
Il Corpo Mentale
Inferiore:
Racchiude in se tutte le
forme pensiero create dalla nostra mente, dando vita agli eventi che si
susseguono nel nostro quotidiano. Se sono forme positive daranno vita a
situazioni positive, contrariamente creeranno situazioni negative. quindi è
molto importante una volta che ci si è resi conto della propria negatività
sforzarsi di trasformare tali pensieri in positivo.
IL Corpo Mentale
Superiore:
E in stretto contatto con il sesto
Chakra, legato principalmente alla capacità di intuito e di chiaroveggenza. Quello che comunemente
viene definito sesto senso.
Il Corpo Causale:
Racchiude in se la memoria di tutte
le vite precedenti. Non a caso durante i chaneling ci vengono rivelati alcuni
aspetti delle nostre vite passate, questo perché la sensitiva si mette in
contatto con lo strato aurico del corpo casuale. (ovviamente se è una sensitiva
seria).
Il Corpo Spirituale:
E l'ultimo strato che costituisce
l'aura e rappresenta il più alto stato di consapevolezza.
A differenza del
praticante Reiki dove l'operatore funge da canale di energia tra se e il
ricevente, il pranoterapeuta utilizza il proprio Ki (energia interiore), per andare a lavorare sul corpo eterico del paziente, proiettando la
propria energia su di esso al fine di portare giovamento a tutto il corpo fisico. Diciamo che il lavoro
dell'85/90% dei pranoterapeuti in circolazione si basa sull'influenza che la
loro energia può avere prevalentemente sul primo, massimo sul secondo corpo
Astrale ottenendo molto spesso ottimi risultati e utile nella
cura di dolori, malattie e stati depressivi.
La pratica della
pranoterapia preclude una conoscenza minima di base legata ai campi aurici, al
funzionamento dei chakra principali, all'utilizzo consapevole del proprio prana
e all'auto-protezione dalle energie bio-plasmiche malate del paziente. Ad esempio il pranoterapeuta ascoltando l'aura attraverso lo sfioramento
del corpo eterico dovrà capire in quale parte del corpo risiede il disturbo e
come intervenire su un eventuale squilibrio energetico. Del resto non basta
proiettare il proprio prana sulla parte malata per ottenere risultati positivi,
ma bisogna capire quando e il caso di pulire e quando è il caso di caricare
energia. Se su un fegato congestionato vado a proiettare prana senza avere prima
pulito la parte malata, otterrò un peggioramento delle
condizioni del ricevente.
Tuttavia se la
problematica del paziente è causata da una profonda eredità Karmica e il suo
disturbo emotivo e da ricercare fissato sugli alti livelli degli strati Aurici, il pranoterapeuta
dal canto suo può fare ben poco se non ridurre
temporaneamente la sofferenza del ricevente. A meno che il terapista non raffini
la propria energia per renderla talmente sottile da poter raggiungere gli strati
eterici più fini. Ovviamente per fare questo e necessario
che il pranoterapeuta si dedichi costantemente per almeno mezzora al giorno ad un pratica di
meditazione.
Marco Milione