L’inspirazione è
il primo movimento espresso dall’infante quando nasce. L’espirazione
è l’ultimo movimento che eseguiamo prima di abbandonare il nostro corpo. In
virtù di questo possiamo affermare che la respirazione ci accompagna per
tutto il corso della nostra vita !
Il controllo del
respiro porta in automatico al controllo delle proprie emozioni. Un respiro
corto, alto e affannato, coltiverà la paura. Mentre un respiro lungo, profondo e
consapevole non solo alimenterà la quiete all’interno della persona, ma permette
di allungare il corso della vita individuale. Vi siete mai chiesti perché alcune
tartarughe marine vivono anche fino a 200 anni!? Perché la loro respirazione è
talmente lenta, profonda e ritmata, che ogni cellula del loro sistema sfrutta
tutto il potenziale del Prana (Qi, Ki, o energia) inalato ad ogni inspirazione.
Quando respiriamo
non immettiamo soltanto ossigeno al fine di attivare le funzioni metaboliche nel
nostro corpo; ma immagazziniamo soprattutto Prana. L’aria è anch’essa composta
da Ki, tuttavia l’ossigeno costituisce anche il mezzo di trasporto con cui il Ki
e veicolato nel nostro organismo. Il compito dell’inspirazione e
dell’espirazione è quello di portare dentro e fuori il Prana esistente in
natura. Ogni volta che respiriamo il Qi inalato concorre a fissare all’interno
delle nostre memorie cellulari le convinzioni determinate dagli schemi mentali
prestabiliti. Quindi l’abitudine ad una mal sana igiene mentale Come:”
Depressione, Rabbia, Malessere mentale, Manie, Nevrosi, o semplicemente schemi
mentali limitanti!” Attraverso una respirazione diseducata porteranno a
rinforzare in negativo quelli che sono i nostri limiti.
La mente ha una
grandissima forza d’inerzia, registra e applica i comportamenti appresi
attraverso la continua ripetizione sia del movimento fisico che dalle
convinzioni acquisite dal conteso sociale in cui si è nati e cresciuti. Questa
particolarità viene resa possibile proprio dal Ki esterno che consente
attraverso la sua azione di registrare dentro di noi il messaggio. Sia esso
giusto o sbagliato.
Ad esempio
supponiamo che decidiate di imparare il Thai Qi. Durante la pratica e la
ripetizione dei movimenti, esercitate l’esecuzione sbagliata della tecnica
perpetrando nell’errore. La risultante sarà che se nessuno vi corregge durante
l’apprendimento, il vostro fisico e la vostra mente registreranno il movimento
sbagliato. E prima di poterlo reimpostale nella giusta maniera passera molto
tempo e pratica. Questo perché il Ki assunto durante l’acquisizione della
tecnica ha bloccato all’interno delle vostre memorie cellulari il messaggio
sbagliato. Non è un caso che la gran parte delle tecniche di ricerca interiore
sono basate sulla respirazione.
In altre parole il
Prana inalato attraverso la respirazione ha la capacità di migliorare o
peggiorare la nostra esistenza in virtù della consapevolezza con cui lo
applichiamo. Se si osservano i bambini appena nati ci si rende subito conto che
loro respirano nella maniera corretta, senza che nessuno gli e lo abbia mai
insegnato. Questo vuol dire che noi adulti ci siamo diseducati crescendo. Una
composta respirazione è basata su 3 semplici regole base:
1) La
respirazione corretta deve essere eseguita dal naso e non dalla bocca.! Perché i
2 canali Ayurvedici IDA e PINGALA che partono dal primo chakra situato
all’altezza del Perineo e salgono lungo la schiena serpeggiando lungo la colonna
vertebrale e al canale centrale di SUSHIUMNA. Terminando la loro corsa proprio
all’apertura delle narici del naso. IDA narice Sx. PINGALA narice Dx.
La prima IDA,
gestisce tutto il contesto psichico ed emotivo. Mentre PINGALA, gestisce tutto
l’apparato fisico e materiale del corpo. Questa è la motivazione per cui nel
Tantra Yoga insegnano a dormire sul lato destro del corpo. In questo modo la
narice sinistra si apre naturalmente durante la fase onirica consentendo al
prana di fluire maggiormente all’interno del canale di IDA impegnato
maggiormente in questa fase.
2) La
corretta respirazione dovrebbe essere una respirazione diaframmatica, cioè
portata verso l’addome e non impostata sui polmoni come erroneamente insegnano a
scuola durante l’ora di ginnastica. Lo stomaco dovrebbe assumere la stessa
funzione di un mantice che si riempie e si svuota a seconda dell’ossigeno
raccolto. In parte perché l’addome ha la possibilità di immagazzinare quantità
d’ossigeno superiore alla portata dei polmoni. E in parte perché questo tipo di
respirazione va ad eseguire un massaggio naturale su gli intestini migliorando
la capacità digestiva. Inoltre favorisce l’intestino nell’evacuazione del cibo
durante la peristasi.
3) Esistono 4
termini per definire la giusta respirazione:
LENTA – PROFONDA
– RITMATA – CIRCOLARE.
Ma vediamo queste caratteristiche nel particolare.
Respirazione
Lenta:
L’ossigeno non dovrebbe essere assunto in poco tempo. La respirazione dovrebbe
essere talmente lenta da risultare appena percettibile dalle narici del proprio
naso.
Respirazione
Profonda:
Quando inspiriamo l’intenzione è quella di inviare l’aria verso il basso ventre;
precisamente a 3 dita sotto il nostro ombelico. E per effetto automatico la
pancia si dovrà ingrossare e restringere a seconda della quantità d’ossigeno
inalato.
Respiro Ritmato:
Il respiro deve avere sempre la stessa cadenza, senza presentare varianti di
velocità tra una respirazione e l’altra.
Respiro
Circolare:
Che tutto il processo venga svolto in maniera continua, senza che vi siano stati
di apnea tra le varie fasi. L’aria entra dalle narici del naso, Scende verso il
basso ventre fino a 3 dita sotto l’ombelico, Alimentando il Ki originario, E
Risale fuoriuscendo sempre dalle narici del naso. Tutto il procedimento svolto
con continuità.
Ovviamente il
processo respiratorio spiegato in questa sede non è la stessa cosa che l’avere
di fianco un insegnate qualificato che vi possa correggere su eventuali
inesattezze di pratica. Anche perché esistono soggetti che non hanno problemi a
respirare immediatamente con il diaframma. Mentre altri invece presentano più
difficoltà. Quindi consiglio vivamente in caso non abbiate esperienza in
materia di farvi affiancare da qualcuno che conosce la tecnica e possa esservi
utile in materia. Personalmente queste sono tecniche che insegno normalmente
all’interno dei miei seminari. Tuttavia se qualcuno avesse necessita può sempre
contattarmi ai numeri sovrastanti per una sessione individuale. Buona Pratica.