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SHIATSU E REIKI... DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA Non molto tempo fa mi è capitato di imbattermi in un discorso con un mio collega Shiatsuca. In questo discorso lui mi confidava di non comprendere e di non credere minimamente che una tecnica come il Reiki potesse essere di qualche utilità o avere qualunque effetto terapeutico così come poteva averlo lo Shiatsu. Questo mi ha fatto riflettere molto a riguardo, poiché non è la prima volta che mi si pone davanti una tematica simile. Ovvero operatori Shiatsu che tendono a minimizzare e a snobbare il Reiki. Sono convinto che questo non è dato dall’arroganza, ma scaturisce dal semplice fatto che la preparazione tecnica dell’operatore Shiatsu avviene in un percorso di 3 anni accademici, dove all’interno di questa maturazione l’operatore apprende nozioni teoriche e pratiche riguardo alla Medicina Tradizionale Cinese, impara la valutazione energetica su l’addome, la schiena, i polsi la lingua. Studia i punti di agopuntura, il decorso dei meridiani energetici ,la fisiologia e la patologia dei singoli organi da un punto di vista occidentale. E cosa più importante impara manualmente quella che è la tecnica Shiatsu. Ovviamente per apprendere tutto questo non bastano 2 giorni di seminario così come accade per il 1° livello Reiki. E 3 anni naturalmente sono solo l’inizio di quello che sarà uno studio che durerà tutta una vita. Quindi è comprensibile che vi siano operatori Shiatsu non troppo convinti dell’efficacia del Reiki. A prescindere dal fatto che Reiki prima di essere terapeutico per gli altri è una terapia per noi stessi. Poiché se non impariamo a prenderci cura di noi stessi come facciamo curare gli altri ? Se non conosciamo noi stessi come posiamo pretendere di conoscere gli altri ? Non voglio avere la presunzione di convincere qualcuno dell’efficacia di Reiki, ne tanto meno di creare inutili polemiche, ma più semplicemente di portare quello che è il mio vissuto riguardo a questi 2 mondi. L’esperienza dello Shiatsuca, vissuta giornalmente attraverso i singoli riceventi e l’interrelazione nella loro cura. E l’esperienza dell'insegnante Reiki, sperimentata attimo per attimo nei rapporti con gli allievi e nelle terapie. Se guardiamo la malattia da un punto di vista olistico noteremo che L’essere umano è costituito da 3 parti: una parte fisica, una mentale ed un’altra spirituale. Se a loro volta queste tre parti le immaginiamo rinchiuse in una piramide suddivisa in tre scomparti, sulla cima inseriremo la parte spirituale, in mezzo andremo a mettere la parte mentale e alla base inseriremo la parte fisica. Esse sono in totale relazione tra di loro, non se ne può ammalare una senza che le altre ne siano in qualche modo coinvolte. Ora prendiamo il caso di una azienda che ha una punta manageriale incapace di dirigere. Nell’arco del tempo tutta l’azienda ne andrà a soffrire, ci sarà malcontento e lentamente andrà a decadere il gioco di squadra, gli operatori produrranno sempre meno e malvolentieri e si arriverà al fallimento. La stessa cosa avviene nel nostro corpo per quanto riguarda la malattia. Se a livello spirituale è presente una disarmonia, ecco che questa disarmonia si ripercuoterà sulla nostra mente facendoci così formulare pensieri negativi riguardo a noi stessi o al mondo che ci circonda. Influenzando così nell’arco del tempo anche il nostro corpo fisico, che si andrà lentamente ad ammalare. Per dimostrare questo lo si può sperimentare anche su noi stessi. Provate a posizionare una mano sopra il cuore pensando ad una persona o a una situazione che proprio non sopportate, noterete che i battiti del cuore dopo qualche minuto aumenteranno di frequenza e di intensità. Adesso: se una cosa così banale come pensare a qualcuno che non ci piace può farci aumentare i battiti cardiaci, cosa può succedere se un individuo vive giornalmente una situazione di disagio perenne con un pensiero negativo che gli martella in testa dal mattino alla sera ? Sicuramente nell’arco di poco tempo il suo corpo si ammalerà. Del resto oggi giorno la stessa medicina moderna ci dice che la principale causa delle malattie è prodotta dallo stress quotidiano. Attraverso l’energia Reiki si va a sanare quella che è la disarmonia spirituale; il Karma negativo dell’individuo viene guarito, di conseguenza i pensieri che esso formulerà saranno più positivi e meno stressati, la mente si quieta e il corpo fisico ne trae beneficio sanando così il suo male. Come vedete Reiki non porta la guarigione ma bensì risveglia il naturale principio di autoguarigione che è presente dentro ognuno di noi. Adesso supponiamo un caso di disarmonia visto dal punto di vista dello Shiatsu. Rivolgendomi volutamente agli operatori del settore. Sappiamo per certo che in M.T.C tutti i concetti sono raggruppati secondo la filosofia Taoista dello Yin e dello Yang. Ovvero categorie che si presentano a descrivere come le cose funzionano in relazione l’uno a l’altra e a l’universo che le circonda. Che a loro volta hanno caratteristiche di uguaglianza, complementarietà, opposizione e relatività. In base a questa filosofia anche le malattie lo stato dei meridiani energetici e dei punti di agopuntura viene catalogato secondo il principio dello Yin e dello Yang; più precisamente diagnosticato in uno stato attuale del momento e classificato con il termine di pieno e di vuoto.
Ora sappiamo che in Medicina
Tradizionale Cinese ogni meridiano energetico legato ad un organo oppure ad un viscere ha a sua
volta un riscontro differente sul piano psicologico e comportamentale dell’essere umano, a
secondo che lo stato di quel meridiano sia in pieno oppure in vuoto. Supponiamo adesso che ci si
presenti un paziente con dei problemi di digestione. E andando ad eseguire la diagnosi energetica
sull’addome ci accorgiamo che ha una situazione di totale pieno nel Fegato e di vuoto all’interno
del suo viscere associato, la Vescica Biliare. La Vescica Biliare, sempre in M.T.C. a livello psicologico è associata alla capacità di scegliere e di decidere la soluzione migliore in senso di opportunità di calcolo. Viene anche detto che essa è il giudice a cui fanno capo le difese. Quindi una situazione di vuoto in questo viscere porta ad avere una tipologia di persona molto indecisa, timida, che tende a scoraggiarsi e a mollare. Di conseguenza a livello psicologico, una persona con un pieno nel Fegato e un vuoto nella Vescica Biliare, sarà una persona molto irascibile ma anche una persona molto indecisa, incapace di gestire questa energia emotiva, dove il più delle volte viene ritorta verso se stessa portando non pochi scompensi al proprio fisico. L’operatore Shiatsu attraverso le proprie nozioni teoriche e pratiche tenderà a riempire il vuoto della Vescica Biliare e a svuotare il pieno del Fegato. In modo che a livello fisico il ricevente risolverà i propri problemi di digestione, mentre a livello psicologico troverà un equilibrio maggiore nel modo di agire e di pensare; portandolo ad avere una esistenza più equilibrata con un impatto sociale sicuramente migliore nella vita di tutti i giorni. Come vedete siamo partiti da due opposti totalmente differenti per arrivare ad un risultato comune. Con il Reiki siamo partiti dalla guarigione spirituale che va ad influenzare i pensiero che a sua volta influenza il fisico. Mentre con lo Shiatsu siamo partiti da un lavoro sul fisico, sui Meridiani Energetici e su gli Organi, per arrivare ad una guarigione anche psicologica. Per questo mi piace pensare che lo Shiatsu e il Reiki non sono altro che due facce della stessa medaglia, i rami del medesimo albero che vanno ad unirsi in un unico ceppo. E se pur apparentemente partono da direzioni diverse, in realtà fanno parte dell’essere unico che rivela la vita in tutte le sue manifestazioni. Aum Amriteshwaryai Namah Marco Milione |
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